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La nuova figura del Direttore Tecnico che si occupa di tutta l'attività tecnica federale implica la stesura di una programmazione quadriennale che va dalla gestione delle squadre nazionali ai progetti di sviluppo, dagli obiettivi olimpici alla crescita dei vari settori, dalla gestione della Scuola di Alta Specializzazione allo sviluppo metodologico. Chiediamo a Mario Miglio come sarà impostata l'area tecnica di questo quadriennio. 

"All'inizio di ogni quadriennio la Federazione ha il dovere di chiedersi seriamente quali sono gli obiettivi da perseguire e quale vorrebbe che fosse la situazione reale da lasciare in eredità a chi proseguirà il suo cammino. La qualità dei risultati agonistici nelle discipline olimpiche e i dati relativi al numero dei tesserati o delle gare rappresentano gli aspetti più evidenti, ma una visione più analitica del nostro movimento ci impone un diverso modo di programmare l'attività di un intero quadriennio olimpico. L'analisi oggettiva della situazione tecnica italiana e il confronto con la realtà internazionale rappresenta il punto di partenza per un progetto che prevede un duplice obiettivo: 

1. Il conseguimento dei migliori risultati agonistici nelle massime competizioni internazionali a partire dai Giochi Olimpici del 2016. 

2. La costruzione di un percorso metodologico che serva da strumento per la formazione e lo sviluppo degli atleti del futuro. 

Riguardo al primo punto sono già stati avviati i progetti finalizzati all'innalzamento delle capacità prestative dei nostri migliori atleti in vista delle Olimpiadi di Rio, ma si sta lentamente mettendo in moto una programmazione a più ampio raggio finalizzata ad incrementare il numero di atleti azzurri di alto livello, e non solo nelle discipline olimpiche. A livello metodologico sono previsti interventi determinanti sulle strutture già esistenti, come il Centro Studi e il SIT e l'istituzione di un Tavolo Metodologico Permanente che avrà l'obiettivo di far crescere le competenze dei tecnici di alto livello. Il "laboratorio metodologico" continuerà ad essere la SAS. L'intera programmazione tecnica è pressoché completata e, nelle prossime settimane, verrà presentata pubblicamente in tutti i dettagli".

- L'organizzazione dell'Area Tecnica è diversa dal recente passato. La figura del DT si occuperà dell'attività "in toto" e dalla nuova impostazione data, scompaiono i CT delle varie squadre nazionali. Le differenze si fermano a questi aspetti?

"L'impostazione presenta notevoli differenze rispetto al passato. Abbiamo suddiviso l'attività in settori e ogni settore ha lo scopo di promuovere progetti di crescita e di sviluppo. La selezione degli atleti per le squadre nazionali è solo una parte di questo lavoro. Ogni settore ha una funzione strategica rispetto allo sviluppo del triathlon. La SAS continuerà ad avere il compito di formare i triatleti e i tecnici di alto livello, nel settore MULTISPORT ritroveranno spazio e vitalità le discipline non olimpiche, l'attività FEMMINILE verrà incentivata a tutti i livelli, Centro Studi e Ricerche, SIT e Tavolo Metodologico si occuperanno della produzione e della diffusione della cultura ai vari livelli. A coordinare ogni settore abbiamo chiamato tecnici di sicura competenza accomunati dalla medesima formazione di base: rispettivamente, Luigi Zanlungo, Leonardo Beggio e Simone Biava, si occuperanno di SAS, MULTISPORT e DONNE. L'esperienza di Costantino Bertucelli e Piero Endrizzi saranno indispensabili per la formazione e lo sviluppo della metodologia. Il Centro Studi, ancora coordinato da Alessandro Bottoni, vedrà l'ingresso di giovani ricercatori universitari". 

- Torniamo all'attività agonistica: quali strategie verranno messe in atto per perseguire obiettivi tanto ambiziosi?

"A Londra il Triathlon ha festeggiato il suo quarto compleanno olimpico e non possiamo continuare a ripetere che il Triathlon e la nostra Federazione sono giovani. Dobbiamo avere il coraggio di ambire a risultati di prestigio. 

Al di là degli obiettivi istituzionali (vittorie, medaglie e piazzamenti nei primissimi posti nelle massime rassegne internazionali), le finalità strategiche, a breve e medio termine, di tale impostazione tecnica si concretizzano nel seguente modo: 

- la collocazione dei migliori atleti italiani, nell'ITU Point Ranking di ogni anno, in posizioni sempre più elevate: primi 10, primi 20, ecc. 
- l'incremento del numero complessivo di atleti, nell'ITU Point Ranking di ogni anno, nelle prime 50, 100, 150 posizioni; 
- il progressivo e costante inserimento in tali classifiche di giovani under 23. 

Una programmazione degli interventi finalizzata a questi obiettivi mira all'innalzamento del livello prestativo dei nostri migliori atleti, ma prevede anche l'incremento numerico degli atleti con possibilità di crescita. La validità del Progetto Tecnico potrà essere valutata completamente in positivo se questi due fattori si sposteranno sinergicamente nella giusta direzione: concentrare le attenzioni, e le risorse, sul miglioramento delle capacità prestative di pochi singoli potrebbe essere rischioso dal punto di vista strategico e controproducente in relazione alla crescita dell'intero settore di alto livello; occuparsi prevalentemente di quest'ultimo aspetto, trascurando il progresso degli atleti migliori, potrebbe, al contrario, spostare la nostra capacità prestativa verso obiettivi di mediocrità. È fondamentale inoltre trovare un canale di ingresso nelle classifiche internazionali, e quindi una progressiva crescita delle capacità di gara, per i giovani triatleti che ogni anno, si sposteranno dalla categoria juniores a quella under 23". 

- Come sarà organizzata l'attività internazionale nelle discipline olimpiche?

Alla luce delle posizioni occupate nell'ITU Point Ranking del 31 dicembre 2012, gli atleti azzurri verranno suddivisi in due Fasce di livello. L'aggiornamento degli atleti inseriti nelle due Fasce avverrà due volte all'anno. Ogni atleta sarà supportato sotto diversi aspetti dalla Federazione in base alla collocazione nelle due Fasce. Una ulteriore Fascia sarà rappresentata dagli atleti della SAS che, per questioni anagrafiche, sono i più svantaggiati nelle possibilità di inserimento nelle classifiche internazionali. 

Il meccanismo di ingresso nelle varie Fasce è abbastanza oggettivo e presuppone da parte di atleti e società scelte programmatiche in direzione di un'attività agonistica internazionale che la Federazione intende incentivare metodologicamente ed economicamente". 

- Le porte della Federazione sono quindi aperte a tutti?

"Le risorse economiche a disposizione della Federazione sono molto esigue, anche rispetto al recente passato, ma l'invito agli atleti è quello di investire su sè stessi. La Federazione è disposta ad aiutare gli atleti che si dichiarino disponibili ad avviare programmazioni concrete di crescita delle capacità d'allenamento e di gara. Partendo da questi presupposti atleti e tecnici potranno attingere alle conoscenze metodologiche, partecipare ai raduni federali, alle gare internazionali, ai contributi e ai premi destinati alla crescita e allo sviluppo del livello tecnico del triathlon italiano". 

- Nei giorni scorsi Alessandro Bottoni e la Commissione Giovani hanno presentato un documento di grande rinnovamento del nostro mondo giovanile. Che tipo di collegamento esisterà tra l'attività assoluta e quella giovanile?

"L'intera impostazione tecnica del quadriennio è stata pensata in perfetta sinergia. La programmazione che ne è scaturita è frutto del lavoro di molte persone, tecnici, dirigenti e uffici federali. La rete di collegamento tra i vari settori è fittissima e tra le mansioni dei vari coordinatori di settore c'è anche quella di sviluppare il lavoro "in verticale". SAS, Donne, Metodologia sono solo alcuni esempi di una progettualità che parte dall'attività giovanile per arrivare a quella assoluta con una serie infinita di informazioni di ritorno" - conclude il DT Mario Miglio. 

A conclusione di questo illustrazione generale dell'attività tecnica da parte del DT, pubblichiamo Linee Guida della stagione agonistica

Staff Tecnico e Medico Squadre Nazionali FITri