Rientrano gli azzurri dagli Europei
Un risultato che per il triathlon azzurro ha un sapore particolare, sia per il "metallo" delle medaglie vinte dalle squadre maschili e femminili, nell'ultima giornata di europei, (argento e bronzo), sia per i più che positivi riscontri, avuti con le prestazioni degli juniores. Questa la chiave di lettura della "spedizione" Europei, appuntamento che costituiva per lo staff tecnico nazionale, la "prima cartina tornasole" dall'avvio dei programmi per la stagione 2001, che ha segnato per la FITRI una "prima volta" con, appunto, ben 2 medaglie vinte in entrambi le categorie - uomini e donne - e con un intervallo di 4 anni da un successo continentale (Vuokatti, Finlandia, 1997).

Iniziamo col dire che gli assenti "eccellenti", tra impegni di studio e preparazione differenziata, erano soprattutto Silvia Gemignani, Beatrice Lanza, Alessandro Bottoni, Stefano Belandi, Emilio D'Aquino e Jonathan Ciavattella, insomma il gruppo dei P.O., mentre in trasferta erano - a parte Daniela Locarno, Silvia Riccò e Ginafranco Mione - azzurri meno abituati alle gare internazionali: in particolare, quelli che si sono messi in evidenza, via via nelle giornate di gare, sono stati: Nadia Cortassa, Giunia Chenevier, Giulia Botti, Daniele Fiorentini, Gianpiero Defaveri, Alessandro Degasperi, Alessandro Ridolfi, Daniele Pertusati, Giuseppe Ferraro ed Elena Spaggiari.

Riprendendo il "riassunto" degli Europei cechi, da segnalare l'iniziativa di partire in pullman, che ha consentito alla rappresetnativa, di schierare un maggior numero di atleti, e aspetto importante, di "fare gruppo", anzi è il caso di dire, fare gruppone, atleti e tecnici, in un'atmosfera nuova, diversa, giusta. Un clima che ha accompagnato gli italiani per tutta la permanenza a Carlsbad e che è stato ripagato proprio nell'ultima giornata dalla medaglia d'argento vinta da Gianpiero De Faveri, Gabriele Pertusati, Dimitri Ricci, Giuseppe Ferraro e Gianfranco Mione e da quella di bronzo conquistata da Silvia Riccò, Elena Spaggiari, Nadia Cortassa, Giunia Chenevier e Giulia Botti.

I primi cenni vanno rivolti alle gare di Elite: quella maschile che ha visto nelle qualificazioni gli italiani andar molto forte e sicuramente più che nella finale - segnala il CT della nazionale Mario Miglio - con una bella prestazione nel ciclismo di Alessandro Degasperi e con tre uomini su quattro, passati alla finale. "Il fatto che, tranne Giuseppe Ferraro, gli altri tre (Degasperi, Ridolfi e Mione) si siano qualificati per la finale, ha costituito già un positivo "ritorno"; peccato per Ferraro che non è riuscito ad esprimersi secondo il suo vero potenziale, comunque ben riscattatosi con la prova a squadre" - spiega Miglio e poi prosegue "Nella gara di Elite femminile, va invece rivolto tutto il nostro plauso: 4 donne nelle prime 23 classificate, una bravissima Nadia Cortassa, giovane e meno esperta delle altre che si è guadagnata la 13^ piazza finale, davanti ad una Daniela Locarno che ha realizzato il miglior tempo in bici, vera protagonista, e giunta infine 16^. Insieme a loro, buoni il 21° posto Silvia Riccò ed il 23° della giovane Giulia Botti. Per il risultato a squadre, ovviamento non posso che concludere dicendo che siamo felici per veder giungere i primi "frutti" e davvero meritati".

Ma da sottolineare che, tutte le gare, hanno avuto episodi davvero sfortunati e fastidiosi per gli azzurri, rimasti più volte vittime di incidenti e malori che, nonostante tutto, non hanno compromesso la bella riuscita finale della trasferta ceca: uno per tutti, Daniel Hofer, partito nella sua gara benissimo nel nuoto, ma "travolto" in bici da un avversario che aveva perso l'equilibrio, così da essere costretto al ritiro definitivo; poi Elisa Battistoni ed Elena Spaggiari, che sono state colpite, la prima con un calcio allo sterno e la seconda alla gola, dalle concorrenti che le precedevano nella frazione di nuoto. Brutti colpi che ovviamente hanno imposto il ritiro, nonostante le buone posizioni guadagnate in avvio di gara. Infine, Daniela Locarno, che dopo la gara individuale di elite ha avuto problemi fisici tali da pregiudicare la sua partecipazione in squadra.

Per le gare individuali juniores, l'attenzione va sul bravo Daniele Fiorentini, con un bel 4° posto finale che avrebbe potuto essere, con un pizzico di fortuna in più, anche una medaglia di bronzo; evidentemente, dice di lui il responsabile della nazionale junior Attilio Boni, l'esperienza raccolta da Daniele in questa prima parte dell'anno con la presenza in prove di Coppa Mondo, è servita per renderlo più grintoso e determinato, tanto da gestire una gara molto bene in tutte e tre le frazioni e, soprattutto, nei cambi. "Solare" anche la prestazione di Giunia Chenevier che ha conquistato un 11° posto. Esordio europeo molto impegnativo per i duri tracciati, per Danilo Brustolon e Fabio Sorgato che fanno ritorno con un ulteriore "tassello" da aggiungere al loro bagaglio di esperienza.

Passando agli Under23, il responsabile Fabio Vedana torna a casa certo che i "suoi" giovani "ci sono", hanno saputo abilmente fare tesoro della trasferta europea e, soprattutto Nadia Cortassa, Alessandro Degasperi e Giulia Botti, hanno evidenziato il loro valore: "La squadra è tenace e con indiscussi talenti, dobbiamo continuare a lavorare molto e credere nel proprio potenziale; inoltre, la scelta di viaggiare tutti insieme in pullman e di affrontare così numerosi una settimana di gare importanti, costituisce un fatto prezioso per la crescita psicologica e tecnica, ai fini del "gioco di squadra" che si è creato tra tutti noi".

Della stessa idea il DT Roberto Tamburri che ha messo in evidenza anche la perfetta organizzazione ceca e l'alto livello dei percorsi tracciati in occasione degli Europei: "La scelta articolata ha messo in non poca difficoltà tutti i concorrenti: il nuoto è stato ideato con passaggi originali, così come il ciclismo ha regalato spettacolo e qualità di prestazioni, con le impegnative e selettive salite. Abbiamo potuto quindi ottenere il massimo della conoscenza - limiti, pregi, caratteristiche - dei nostri avversari, un panorama continentale che vede comunque ancora i migliori in campo Ospaly, Rana, Dillon e Smet, protagonisti assoluti, da sottolineare, con qualsiasi tipo di percorso. L'europeo "degli altri" oltre alle punte individuali, parla di gruppi che crescono dietro il costante e "professionale" lavoro delle federazioni e staff stranieri; si lascia ormai ben poco al caso o all'improvvisazione, tutto è il risultato di programmi ben prestabiliti: tra i protagonisti attualmente abbiamo le scuole tedesche, spagnole e ceche, inglesi, svizzere e francesi".

In chiusura di "resumè" da sottolineare che c'erano anche loro a Carlsbad, gli Age Group, numerosi, determinati, nutrita ed importante presenza/relatà del mondo del triathlon: anche grazie a loro, l'Italia ha avuto il suo ritorno di immagine e successo, con le due medaglie di bronzo vinte da Klaus Runner nella categoria M2 e da Francesco Fiori nella categoria M5.

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