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Mondiali Triathlon Lungo Fyn 2018: Giulio Molinari è quinto

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Mondiali

Si chiude con un quinto posto nel Triathlon Lungo (3, 120, 30 km) l'intenso e ricco programma gara della spedizione azzurra ai Mondiali Multisport di Fyn 2018.

Giulio Molinari (C.S. Carabinieri), unico atleta italiano al via, taglia il traguardo della prova iridata di Odense (Den) in 5:26:10, a 6:40 dal vincitore Pablo Dapena Gonzalez (Esp) che conclude in 5:19:30; completano il podio lo svizzero Ruedi Wild (a 2:47 dal vincitore) e l'estone Marko Albert (a 2:57).

 

All'uscita dal nuoto, in testa c'è l'estone Marko Albert, che chiude la prima frazione in 36'54” mentre Molinari esce in nona posizione a 2'04” dal primo. Nella prima fase della frazione ciclistica, il gruppo di testa si ricompatta e l'azzurro risale posizioni: al 60° km, Giulio è quinto a 13” dal capoclassifica provvisorio, all'80° km lima ancora gap e posizioni e si trova in zona podio; a questo punto è l'elvetico Ruedi Wild ad assumere il comando delle operazioni, mentre Molinari continua a rimanere nel primo drappello di inseguitori che raggruppa gli atleti dalla seconda alla sesta posizione in pochi secondi, a mezzo minuto dal primo. In T2, nulla è deciso, né per la vittoria finale, né per le medaglie. L'azzurro esce dalla seconda transizione in quarta posizione mentre lo spagnolo Pablo Dapena Gonzales impone un ritmo forsennato che lo fa volare al comando dopo soli 8 km di corsa. A metà della terza frazione, lo spagnolo prende il largo su Wild, per il podio in lotta ci sono Albert e Kevin Maurel (Fra) seguito a una trentina di secondi a Petersen (Dan) e Molinari (che viaggia a 1 minuto dalla zona medaglie).

L'azzurro ci prova nell'ultima fase di gara, ma le posizioni sembrano ormai calcificate e i distacchi piuttosto netti: Dapena si invola sul traguardo e centra il titolo mondiale, lo svizzero Wild taglia il traguardo in seconda posizione precedono di pochi metri l'estone Albert.

 

Tra le donne, conquista il titolo mondiale la padrona di casa Helle Frederiksen davanti alla cilena Barbara Riveros e all'australiana Annabel Luxford.

 

CLASSIFICA

Uomini

PosFirst NameLast NameYOBCountryStart 
Num
TimeSwimT1BikeT2Run
1 Pablo Dapena Gonzalez 1988  ESP 14 05:19:30 00:36:56 00:01:45 02:51:19 00:01:51 01:47:39
2 Ruedi Wild 1982  SUI 30 05:22:13 00:37:27 00:01:45 02:50:12 00:01:56 01:50:53
3 Marko Albert 1979  EST 20 05:22:27 00:36:54 00:01:32 02:51:34 00:01:54 01:50:33
4 Kévin Maurel 1991  FRA 23 05:25:24 00:39:01 00:01:42 02:49:19 00:01:49 01:53:33
5 Giulio Molinari 1988  ITA 8 05:26:10 00:38:58 00:01:57 02:49:06 00:01:51 01:54:18
6 Mathias Lyngsø Petersen 1995  DEN 33 05:29:19 00:37:21 00:01:55 02:50:41 00:02:27 01:56:55
7 Kristian Høgenhaug 1991  DEN 1 05:29:38 00:40:48 00:02:02 02:52:10 00:01:54 01:52:44
8 Viktor Zyemtsev 1973  UKR 3 05:31:52 00:40:17 00:01:44 02:56:50 00:01:56 01:51:05
9 Cyril Viennot 1982  FRA 11 05:32:08 00:38:58 00:01:59 02:54:06 00:01:44 01:55:21
10 Anders Christensen 1990  DEN 7 05:32:11 00:40:48 00:01:53 02:52:18 00:02:03 01:55:09

 

Donne 

PosFirst NameLast NameYOBCountryStart 
Num
TimeSwimT1BikeT2Run
1 Helle Frederiksen 1981  DEN 43 05:49:04 00:39:35 00:01:53 03:09:23 00:01:46 01:56:27
2 Barbara Riveros 1987  CHI 56 05:51:22 00:39:43 00:01:48 03:09:25 00:02:51 01:57:35
3 Annabel Luxford 1982  AUS 57 05:55:47 00:39:38 00:01:47 03:09:22 00:01:50 02:03:10
4 Camilla Pedersen 1983  DEN 42 05:59:21 00:39:40 00:01:45 03:09:28 00:01:51 02:06:37
5 Maja Stage Nielsen 1988  DEN 46 06:08:29 00:44:47 00:01:47 03:11:05 00:01:54 02:08:56

 

- seguono aggiornamenti -

 

La gara è iniziata con un nuoto al di sotto del mio livello – racconta Giulio Molinarinon avevo forza nella braccia e il ritmo giusto, per questo ho accusato 2'30” dai migliori. In bici subito bene, sono rientrato sui primi in 60 km: nel gruppo che si è creato c'erano gli atleti più forti e ho cercato di stare coperto, rispondendo agli attacchi e difendendo la posizione. Buone anche le sensazioni nella corsa: arrivavo dall'Ironman France in cui ho faticato molto nella seconda parte, stavolta ho corso costante e alla fine ho portato a casa un quinto posto iridato. Un po' di rammarico rimane: se avessi nuotato ai miei livelli, potevo fare qualcosa meglio, il podio di oggi era molto difficile, ma fattibile. Torno a casa con tanti buoni riscontri per il prosieguo della stagione, anche se ambisco sempre alla posizioni top”.

 

Molinari non è riuscito ad esprimersi al meglio, non andava ed è uscito dall'acqua con 2'30” dalla testa – racconta Alessandro Alessandri, coordinatore del settore Multisport – Poi bene i primi 60 km, è rientrato in fretta sulla testa; Albert e Wild hanno tentato ripetutamente l'allungo, ma Giulio era attento a mantenere la posizione. In bici non c'è stata una selezione importante tra i primi sei, che hanno comunque spaccato la gara. A piedi, Wild e Dapena hanno subito preso il largo, Giulio è rimasto lì, a giocarsi la zona podio fino al ventesimo chilometro, ma poi non è riuscito a cambiare passo e ha concluso quinto. Peccato per la prima frazione, forse sarebbe cambiato qualcosa se si fosse espresso sui consueti standard: in questo momento probabilmente è il piazzamento che merita, ci ha provato fino alla fine, oggi era difficile fare di più”.

 

Alessandri traccia un bilancio della rassegna dedicata al Multisport che ha visto gli azzurri assoluti protagonisti in diverse discipline. “Il bilancio complessivo è soddisfacente: l'obiettivo era portare atleti che potessero ambire ad una medaglia. Ritengo che tutti siano stati all'altezza, il livello è salito rispetto alla precedente edizione dei Mondiali Multisport.

Sono contento per la Arpinelli, una giovane che sta facendo molto bene, Costanza si è ben espressa sin da quest'inverno e può essere una pedina importante nel duathlon e non solo. Bene anche il cross triathlon, un gruppo giovane che sta crescendo e facendo bene: c'è dal lavorare sulla tecnica, in cui paghiamo rispetto ai migliori del panorama internazionale, dobbiamo ricucire questo strappo prima possibile. In particolare sono molto contento per la Peroncini, finalmente sul podio dopo due quarti posti: in questo momento è l'atleta che ha tanto potenziale inespresso; Ugazio non è una scoperta, sta facendo bene in diverse discipline tra cui il triathlon medio, e deve cercare in proiezione futura di correre e pedalare più forte. Bene gli junior, ancora tra i più forti al mondo, cn Menditto sul podio, peccato invece per Pradella che ha mancato la medaglia per pochissimo; positivo il debutto di Aru al debutto, così come la gara di Rinaldi che sta facendo bene alla seconda stagione da elite. Aggiungo che nel crosso triathlon, oltre ai presenti ai Mondiali, si sta sviluppando un movimento importante. inoltre dietro ai preseitni ai mondiali c'è un grosso movimento che sta crescendo. Infine Giulio, che ha dato il massimo in chiusura di questa rassegna in cui era difficile ottenere di più, anche se gli azzurri sono atleti ambiziosi e di livello”.

 

 

Il sito ufficiale: https://www.fyn2018.com

 

Le medaglie italiane nel duathlon

I podi azzurri nel cross triathlon

La presentazione

Così nell'aquathlon

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(Foto FITRI)

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(foto ITU Media)