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Programma Olimpico 2019: parola a Joel Filliol

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Intervista

Con il lancio del Programma Olimpico 2019, Joel Filliol, Olympic Performance Director della Fitri, fa il punto della situazione, annuncia le novità per la stagione 2019 e traccia un bilancio dell'anno passato. Disponibile nella sezione Maglia Azzurra la documentazione completa del Programma Olimpico che punta ad identificare atleti che possano raggiungere gli standard mondiali prefissati, in un ambiente senza compromessi, supportandoli in tutte le aree di preparazione e offrendo le condizioni ottimali per lo sviluppo di prestazioni a livello mondiale.

 

Filliol, quali sono i cardini della strategia del Programma Olimpico?
La nostra strategia e il nostro approccio rimangono incentrati sul lavoro con i giusti atleti, verso le migliori prestazioni a livello globale. I nostri atleti dovrebbero lavorare nei migliori ambienti possibili, lavorando con i migliori allenatori e assicurando il pieno impegno per il processo di crescita. Il programma del 2019 continuerà a focalizzarsi sulla fornitura di opportunità di formazione di alto livello nel periodo invernale in preparazione delle prime competizioni.

Come è impostata questa prima parte della stagione?
Nel primo periodo invernale, ci siamo focalizzati sull'allenamento estensivo, iniziando con un camp a dicembre proseguito nei mesi di gennaio e febbraio a Fuerteventura a cui seguirà un altro raduno in Portogallo prima di affrontare il debutto agonistico internazionale in occasione della World Cup di Cape Town. A marzo, ci sarà la prima tappa di World Triathlon Series e Mixed Relay World Series ad Abu Dhabi oltre alle gare in Oceania di World Cup, Mooloolaba (Aus) e New Plymouth (Nzl). In questo periodo è fondamentale gettare le basi per una stagione di successo, lavorando in ambienti di alto livello per lunghi periodi.

Bilancio 2018: quali sono stati i momenti più proficui?
Il National Team ha avuto una lunga serie di momenti interessanti durante il 2018, anno in cui abbiamo iniziato la rincorsa olimpica. La vittoria di Delian Stateff alla World Cup di Cagliari, nella tappa casalinga di Coppa del Mondo, è coincisa con il più alto dei successi nel circuito internazionale dell'anno 2018 che ha visto il tricolore sul podio con Fabian, Uccellari, Stateff, Steinhauser, Mazzetti e Olmo. Inoltre, abbiamo conquistato la prima medaglia della storia ai Mondiali Under 23 proprio con Angelica Olmo.

Che dire sulla prima stagione delle Mixed Relay?
L'Italia ha raggiunto la top-10 ai Campionati Mondiali ed Europei: è stata la stagione in cui abbiamo iniziato il processo di qualificazione del Team verso Tokyo 2020.

Ci sono stati momenti no?
La Grand Final di Alice Betto e gli europei della Olmo, gare in cui le Azzurre si sono fermate anzitempo a causa di cadute causate da altre atlete: questi i momenti più ardui da superare.

Quali sono i cambiamenti che riguarderanno il National Team per questa stagione?
L'obiettivo principale sin dalla partenza le progetto nel 2017 è stato quello di migliorare gli ambienti di allenamento dei nostri atleti, compresa la qualità degli allenatori che lavorano con specifici atleti. Alcuni obiettivi non sono stati raggiunti, ma gli errori commessi sono stati chiari nel corso della scorsa stagione. Per quest'anno, la strategia ottimale, alla luce delle esperienze degli anni passati, è una maggiore responsabilità del Programma Olimpico: nell'attuale contesto è richiesto un approccio più centralizzato per raggiungere gli obiettivi ed i risultati fissati dal programma stesso.

Quali sono i principali obiettivi per il 2019?
L'attenzione nel primo periodo di competizione continuerà ad essere relativa alla Coppa del Mondo, con l'obiettivo di massimizzare il primo periodo di classifica olimpica. In seguito, il focus si sposterà sulla World Series, da Yokohama in particolare. In generale, continueremo a concentrarci sul miglioramento della qualità dell'ambiente di preparazione quotidiano degli atleti per ottenere il miglior posizionamento possibile nel ranking olimpico: il nostro approccio è mirato a supportare solo quegli atleti che hanno oggettivamente dimostrato i risultati sul percorso del programma.

Per quanto riguarda gli aspetti culturali, si percepiscono cambiamenti nel movimento italiano?
Il processo di cambiamento della cultura dello sport di atleti livello è qualcosa che procede per gradi e step in un lungo periodo. Inizialmente, identificare gli obiettivi per raggiungere gli standard mondiali ha avuto un impatto sulla programmazione degli atleti: questo ha avuto effetto sul cambiamento di attitudine e comportamento degli atleti i quali hanno avuto benefici integrandosi nei migliori ambienti di lavoro per migliorare più velocemente possibile. Molti ragazzi hanno seguito il modello degli Squad e anche i coach coinvolti hanno cambiato le loro aspettative riguardo a cosa serve veramente per esprimere il potenziale ai massimi livelli.

Siamo a meno di due anni dai Giochi Olimpici. Possiamo tracciare un bilancio parziale del percorso “Road to Tokyo” sottolineando le cose buone realizzate e ciò che dobbiamo ancora migliorare?
Attualmente abbiamo consolidato le prime posizioni nel ranking per raggiungere gli obiettivi di qualificazione che riguardano il Team Relay e il numero massimo di individualisti, ma siamo soltanto al primo passo. Dobbiamo continuare a focalizzarci sulle giuste scelte, puntando verso le gare funzionali al nostro percorso, organizzando al meglio gli allenamenti in funzione dei momenti chiavi per rimanere in alto nel ranking. Con un po' di fortuna e rimanendo concentrati, avremo un minore impatto sul nostro ranking a causa di incidenti, rimanendo più vicini a al raggiungimento del traguardo delle qualificazioni in particolare per il settore femminile, condizionato da diverse cadute nella stagione 2018.

FILLIOL INTERVISTA

Filliol Allenamento Fuerteventura

MAGLIA AZZURRA - PROGRAMMA OLIMPICO 2019

I documenti del Programma Olimpico 2019