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Attività Giovanile: il bilancio 2013 e anteprima sulle novità 2014

A chiusura del 2013 il resoconto dell'attività del settore giovanile a cura dal vice presidente Fitri, Marco Comotto e dal DT Giovani Alessandro Bottoni. E poi le novità del 2014: prima fra tutte l'istituzione di Centri Tecnici Territoriali che saranno individuati entro la fine dell'anno.

 L’attività Giovanile del 2013 è in via di conclusione. Questo anno è stato il primo di gestione del nuovo quadriennio. Pur partendo molto in ritardo abbiamo cercato di  garantire ai giovani la migliore attività possibile e comunque iniziare un processo di miglioramento strutturale rispetto al passato. 
Il lavoro svolto ha sviluppato e svilupperà nelle prossime stagioni i due temi fondamentali del Settore: l'Attività delle Squadre Nazionali Giovanili e l'Attività Agonistica e Promozionale.

L’attività delle  Squadre Nazionali Giovanili è uno degli elementi più in risalto del Settore Giovanile  ma è a volte usato erroneamente come misura della qualità  del  sistema di lavoro con i giovani. I risultati agonistici degli junior sono stati in linea con quelli degli ultimi anni, anche se inferiori rispetto al 2012,  anno in cui i   risultati di prestigio sono arrivati  da elementi, di sicuro ben utilizzati, ma cresciuti in contesti che è difficile associare  in modo diretto al lavoro sistematico e strutturato del Settore Giovanile della Federazione.
Quest’anno invece, non senza difficoltà, si sono poste le basi per un sistema di lavoro più strutturato ed ampio sulle Squadre Nazionali Giovanili.
Utilizzando un sistema di rimborsi è stato possibile, spendendo come negli anni precedenti, coinvolgere i giovani in ben 71 diverse partecipazioni in gare qualificate (Coppa Europa Junior, Campionati Europei e Mondiali). Oltre il doppio rispetto al passato, con un numero molto maggiore di atleti e numeri, che consentono di allinearci alle attività di paesi come Francia e Gran Bretagna.   
Consapevoli che le gare con le Squadre Nazionali, in modo particolare europei e mondiali, dovrebbero essere svolte solo da atleti in grado di competere ad un certo livello, riteniamo che quanto fatto sia stato un passaggio importante per creare un sistema di lavoro che deve essere realizzato già prima di avere un numero sufficiente di atleti qualificati ad utilizzarlo.
Inoltre, non esistendo in Italia un circuito qualificato di gare come quelli francesi o tedesco, adatto per i giovani più talentati, è stato necessario fare esperienze  in gare all’estero, prime fra tutte le prove di Coppa Europa Junior più qualificate. Quest’anno abbiamo appunto partecipato alle prove di Vierzon (FRA), Tiszaujvaros (UNG) e Eton (GBR) appunto perché erano le più qualificate del circuito e le stesse scelte dai paesi di riferimento per le loro selezioni interne.
In queste gare hanno fatto preziose esperienze formative, non possibili in Italia, quegli atleti dai quali attendiamo risultati importanti nei prossimi anni.  Riteniamo che il sistema, se pure con i necessari aggiustamenti, sia valido e riproponibile nei prossimi anni. Proprio perché il sistema è a supporto del lavoro per raggiungere uno degli obiettivi principali del Settore Giovanile rispetto alla attività di alto livello della Federazione, che non è quello di fare  risultati giovanili ma quello di consegnare alle categorie U23  il maggior numero possibile di giovani in grado di continuare un percorso di crescita verso l’alta qualificazione,  per il quale è appunto necessario  avere un sistema che consenta ad un adeguato numero di atleti di fare esperienze formative in gare qualificate. 
L’altro tema  necessario e fondamentale per raggiungere l’obiettivo citato è quello costituito dal riassetto dell’Attività Agonistica e Promozionale Giovanile. Quest’anno è stato riproposto, anche per mancanza di tempo disponibile e indispensabile per un nuovo progetto,  l’attività realizzata nel 2012, con il circuito di Coppa Italia, gli Italiani di Aquathlon, Duathlon e Triathlon e il Trofeo Italia Giovanissimi, apportando solo leggere modifiche agli stessi eventi. Le condizioni esterne come quelle climatiche hanno influito  e condizionato la buona riuscita di alcune tappe, anche se nel complesso i numeri di atleti coinvolti sono stati superiori rispetto al passato, in particolare nelle categorie agonistiche.  Nel corso di tutte le prove di circuito sono state fatte riprese per la realizzazione di un video promo dell’Attività Giovanile, progettato con la collaborazione di uno studio specializzato, che verrà reso disponibile ad uso delle attività promozionali delle Società.
Considerando la partecipazione complessiva alla Coppa Italia e al Trofeo Italia Giovanissimi nelle tre ultime stagioni, abbiamo avuto un netto incremento tra i Giovani che sono passati dai 338 del 2011, ai 395 del 2012 contro i 496 del 2013, con un incremento di Società interessate al Settore Giovanile che sono passate da 60 a 76. Pressappoco identica la presenza nei Giovanissimi che rimangono costanti rispetto alla stagione precedente, ma con un numero maggiore di Società coinvolte. Dalle 44 del 2011 si è passati alle 48 poi e alle 60 in quest’ultima stagione sportiva.
Nel 2014 verranno introdotte delle modifiche con  l’obiettivo di qualificare l’attività di  gara  nazionale  e rendere disponibili risorse per qualificare l’attività territoriale, soprattutto con i più giovani. Uno degli elementi più importanti sarà la  creazione di un sistema che permetterà la sempre maggiore qualificazione del lavoro fatto dalle Società con i giovani a livello locale e in modo strutturato e continuativo. Per consentire questo processo sarà necessario un maggior numero di  dirigenti qualificati ad operare con i settori giovanili  e ovviamente un maggior numero di  tecnici giovanili qualificati  ad allenare con competenza i giovani.
Sarà  stimolato un  processo di supporto  alle Società  basato maggiormente sulla qualità della attività di allenamento proposta e sui progetti di crescita, in funzione di una migliore organizzazione della attività tecnica.  Vogliamo creare  cioè  un sistema  di sviluppo,  simile a quello della Gran Bretagna, che consenta alle Società meritevoli di sviluppare degli standard di qualità  riconosciuti. 
L’aumento della qualità attraverso i sistemi descritti potrà essere ulteriormente stimolato  attraverso  l’aumento dei numeri,  ottenuti sia mediante  la standardizzazione e diffusione di  Eventi Promozionali Giovanili  come gli Aquathlon Kids Series, sia mediante  l’utilizzo dei  training camp giovanili.  Su quest’ultimo  aspetto già quest’anno sono stati compiuti i primi passi realizzando il primo training camp in formato esteso a Dimaro (Trentino) e coinvolgendo, in attività di raduno, un numero molto maggiore di atleti rispetto al passato. Nell’ambito dell’attività promozionale, sarà inoltre rilanciata la Coppa Primavera, con rinnovata importanza e per la quale sarà istituito un bando di concorso con premi da assegnare ai migliori progetti.
Queste attività consentiranno di costituire  un bacino ampio su cui poggerà il sistema di individuazione e reclutamento del  Progetto Talento.  Una parte dei fondi, resi disponibili in passato solo per borse di studio ai potenziali talenti, saranno destinati invece a favorire un sistema di aumento (da 250 a 400 unità) e qualificazione della base di  lavoro. 
Il Progetto Talento è un progetto che si basa sulla qualificazione dell’attività periferica e, visto che per farlo in modo uniforme e in modo efficace sul territorio nazionale servirebbero infinite risorse, procederemo partendo dalle realtà giovanili già strutturate creando nuclei  efficienti maggiormente fruibili sul territorio. Per questo motivo  verranno istituiti dei  Centri Tecnici Territoriali  (CTT) come strutture fisiche e funzionali di riferimento per attuare i programmi qualificati di allenamento, formare tecnici e dirigenti, attuare le politiche di reclutamento locale.  Entro la fine del 2013 verranno identificati i potenziali CTT per poi attuare le politiche di supporto previste.
Per questi motivi, come sollecitato anche dal CONI, il Progetto Talento necessita di una struttura a rete che arrivi sul territorio, opportunamente preparata a seguire le politiche centrali di reclutamento, individuazione e  studio. Attività  che devono essere comprese e condivise con un completo allineamento sui criteri di selezione e coinvolgimento  locale dei potenziali talenti, in modo da garantire omogeneità di intervento su tutto il territorio nazionale. Questa struttura che dal centro arriva alla periferia si è già costituita attraverso i  Referenti Giovanili di Macroarea e quelli Territoriali (RGT), retribuiti grazie alla ridistribuzione e riduzione dei compensi delle altre figure del Settore Giovanile, che nel complesso ha permesso una riduzione  delle spese nonostante l’aumento dei collaboratori.
L’incomprensione iniziale sul ruolo dei RGT, dopo i ripetuti interventi di chiarimento, è stata superata e dovrebbe oramai essere chiaro come il lavoro del RGT, che è un collaboratore del Progetto Talento, possa procedere indipendentemente dalle attività degli Organi Territoriali, anche se una fattiva collaborazione è promossa e auspicata. Sempre allo scopo di favorire lo sviluppo di un sistema capace di reclutare e supportare talenti si è posto al centro dell’interesse del Progetto Talento il tecnico locale, vero elemento centrale su cui ruotano tutti i potenziali talenti. Rispetto al passato nel 2013 tutti i  Tecnici dei potenziali talenti  sono stati convocati nei raduni ed è iniziato con quest’anno un processo di crescita e formazione che li condurrà ad essere altamente competenti e qualificati nel loro lavoro. 
I Tecnici che lavorano localmente con i giovani avranno accesso ad una serie di risorse rese disponibili dalla  SAS Giovani, che si occuperà di fornire anche le linee guida metodologiche di lavoro. Questo aspetto e la diffusione di linee metodologiche di lavoro è molto importante per la qualificazione delle attività tecniche svolte quotidianamente dai Tecnici. Anche perché oggi i tecnici giovanili  operano in un contesto, sempre peggiore con il passare degli anni, in cui la maggior parte dei giovani che vorrebbero fare attività non solo non hanno la necessaria disponibilità al lavoro e al sacrificio, ma non  hanno neanche le basi motorie, fisiche  e funzionali per farlo. Per questo il primo passaggio è stata la costituzione del  Quaderno Tecnico di Preparazione Fisica, interamente dedicato ai giovani, ricco di contenuti anche multimediali con esempi pratici di esercitazioni e disponibile direttamente sul sito federale.
Infine  per la qualificazione  e il riconoscimento  del Tecnico che lavora con i Giovani verrà istituita la figura di Tecnico Giovanile, che,  seguendo i canali di formazione del SIT,  costituirà un  ruolo specializzato conseguibile solo con il 2° livello  e alla fine di un corso impegnativo  costituito in tre moduli annuali. Questo per dare al tecnico giovanile la qualifica e il riconoscimento che merita all’interno del movimento, nel rispetto della responsabilità sociale che gli viene affidata e degli importanti compiti che riveste per i futuri successi agonistici della Fitri.
Prossimamente verranno rese disponibili un’analisi dettagliata dell’attività 2013 con gli elementi tecnici ritenuti significativi e il programma completo per l’Attività Giovanile del 2014.
(Vice Presidente FITRI, Marco Comotto e Direttore Tecnico Giovani, Alessandro Bottoni)