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WTS, Europei e attivita' internazionale, il bilancio azzurro dal DT Miglio e i prossimi obiettivi

Apertura delle qualificazioni olimpiche, le trasferte mondiali e i prossimi appuntamenti, dal DT Mario Miglio il punto della situazione
 

Le ultime due WTS, Yokohama e Londra, hanno segnato l’inizio della qualificazione olimpica. Quali indicazioni sono scaturite per i colori azzurri?

"I tentativi di interpretare i rapporti di causa e effetto tra l’allenamento svolto per molti mesi e i risultati agonistici, portano spesso a tirare conclusioni affrettate o, quanto meno, superficiali. Tuttavia è innegabile che i primi risultati del 2014 delineano un panorama di crescita generale del potenziale agonistico dei nostri atleti. Al di là delle straordinarie performances di Alice Betto, il cui rendimento si sta stabilizzando costantemente nelle primissime posizioni mondiali, è necessario sottolineare la progressiva maturazione agonistica dei ragazzi più giovani come DePonti e Steinwandter e il ritorno a discreti livelli internazionali di Charlotte Bonin e Davide Uccellari. Alessandro Fabian, Anna Mazzetti e Elena Petrini, stanno invece ancora scontando qualche interruzione di troppo nella loro preparazione a causa di piccoli e grandi infortuni. Altri ragazzi avranno la possibilità, nelle prossime settimane, di mostrare tutto il loro potenziale dopo aver lavorato molto e bene".

- Il mondiale di duathlon e l’europeo di cross triathlon hanno dato altri confortanti segnali di crescita di tutto il nostro movimento. Cosa c’è da dire sul settore multisport?

"I titoli e le medaglie parlano da soli. A me non rimane che da sottolineare la rinnovata spinta motivazionale che tutto il settore sta recependo e da complimentarmi con i ragazzi e con Leonardo Beggio che sta, scrupolosamente e silenziosamente, gestendo tutto il progetto. Dopo tanti anni, anche in Italia sta crescendo di nuovo qualche specialista del duathlon. In linea con la cultura della costruzione delle capacità di allenamento, che rappresenta la parola d’ordine di tutta l’area tecnica, è stata data fiducia ad atleti dotati di talento e di grande motivazione. Probabilmente Giorgia Priarone e Alberto Della Pasqua saranno i precursori di una nuova ondata di specialisti del settore".

- Molti dei protagonisti di questa nuova onda azzurra sono nati negli anni ’90. Si tratta di un caso o di  scelta tecnica?

"Fortunatamente alcuni dei nostri migliori rappresentanti hanno qualche anno in più. Non è un segreto tuttavia che la costruzione di atleti capaci di realizzare prestazioni di alto livello internazionale abbia durata pluriennale.  E’ inevitabile quindi partire da atleti giovani. In questi mesi i miei collaboratori si sono impegnati allo spasimo per seguire il maggior numero possibile di atleti under 23, ma non bisogna dimenticare la preziosissima opera che, a casa, svolgono i tecnici sociali e personali degli atleti. Dietro ai miglioramenti dei nostri giovani talenti, si nasconde la condivisione di mezzi, obiettivi e tempi di crescita, tra i tecnici federali e quelli personali degli atleti. Il loro lavoro è encomiabile e io ne sono molto orgoglioso".

- Il prossimo appuntamento importante sarà indubbiamente quello di Kitzbuhel con i campionati europei. Cosa ci dobbiamo aspettare?

"La squadra italiana Elite sarà formata da 5 uomini e 4 donne e le aspettative sono molto alte. Alice a Londra è stata la prima delle europee al traguardo e non si possono nascondere, per quanto la riguarda, speranze di medaglia, anche in considerazione del percorso ciclistico che si addice alle sue caratteristiche muscolari. Agli altri, uomini e donne, si chiedono preziosi piazzamenti tra i primi 10, mentre la staffetta dovrà difendere la medaglia di bronzo dello scorso anno".

Alice Betto sfiora il podio mondiale ed è splendida 4^ a Londra! Fa la storia del triathlon azzurro femminile. 





















Foto Roberto Tamburri