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Documento Programmatico 2013/2016, il progetto tecnico per il futuro del triathlon nazionale

On line il Progetto quadriennale tecnico che guarda al futuro ed alle prospettive della nostra realtà, un articolato documento che attraversa lo sviluppo e la crescita di tutti i settori, dal duathlon al winter triathlon, alle lunghe e medie distanze fino a giungere al settore femminile. Ce ne parla il DT Miglio
Salto di qualità, svolta tecnica, prospettiva FUTURO, ecco sono questi i contenuti 'live motive' del nostro nuovo quadriennio, queste i concetti che allineano i programmi, progetti ed iniziative della nostra struttura tecnica ed il documento che presentiamo è il sunto di tutto ciò.

Chiediamo al DT Mario Miglio di spiegarcene i principali contenuti e sviluppi.

"Il Documento Programmatico rappresenta un primo passo verso una diversa concezione della pratica agonistica del triathlon di alto livello. Con Alessandro Bottoni, DT Giovani, e gli altri collaboratori, abbiamo cercato di dare una prima lettura della situazione contingente e impostato un progetto di sviluppo finalizzato a ridurre il divario che separa il livello della nostra attività nazionale da quello più avanzato di altre nazioni europee. Abbiamo individuato tre "punti cardine" da cui partire per un lavoro di sviluppo e di crescita: l'incremento della partecipazione di un numero sempre più elevato di atleti all'attività agonistica internazionale, la rielaborazione di queste esperienze internazionali finalizzate ad un diverso approccio agonistico nelle gare italiane e, soprattutto, ad una diversa interpretazione dell'allenamento, e lo sviluppo del settore femminile che, con un diverso apporto numerico e di talenti, può diventare il traino di tutto il nostro movimento".

- Come si sta procedendo?

" Per il primo aspetto, ossia la 'quantità' partecipativa di attività agonistica internazionale, i nostri atleti stanno recependo il messaggio ed in piena armonia con quanto da noi indicato e richiesto, hanno accolto l'invito di gareggiare tanto in eventi internazionali: gli atleti e le società sportive stanno investendo in trasferte, perché credono all'impostazione che abbiamo dato, tanti atleti giovani e meno giovani stanno partecipando a gare di circuito ITU ed ETU e questo porterà sicuramente ad una crescita. Intendo dire che le esperienze internazionali devono mettere in dubbio le sicurezze dei nostri atleti e di tanti tecnici ed essere lo stimolo per iniziare una discussione seria sulla metodologia dell'allenamento. Il momento della rielaborazione non sarà immediato e porterà ad un vero salto di qualità del nostro livello solo se avremo, atleti e tecnici, il coraggio di percorrere con umiltà la strada necessaria."

- Come è possibile trasferire queste esperienze in Italia, quali sono le gare che devono salire di livello?

"Costruire un circuito di gare di alto livello in Italia è uno degli obiettivi del Presidente Bianchi e della nuova dirigenza federale. Creare un sistema agonistico con la partecipazione di stranieri e un montepremi elevato può sembrare estremamente dispendioso, ma coinvolgerebbe molti giovani atleti che non hanno, se non occasionalmente, la possibilità di compiere esperienze all'estero."