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E' uscito il n. 34 di Allenatri


Si è appena concluso il quarto evento Olimpico per il Triathlon, che ha lasciato tante emozioni e su cui possono essere fatte molte considerazioni tecniche, sull'evento e sulla preparazione alla gara, alle quali verrà dato spazio nel prossimo numero di Allenatri.

A dodici anni di distanza da Sydney 2000, la marcata evoluzione del modello di gara è comunque evidente e impone una continua crescita nelle conoscenze e nelle competenze da parte dei tecnici, in particolar modo quelli che operano in ambito giovanile. Per questo riprende immediatamente la proposta di articoli ed interventi dalla forte connotazione pratica e applicativa, a sottolineare la natura del quaderno, rivolto principalmente ai tecnici di triathlon. Fa eccezione solo il primo dei lavori proposti che riporta l'attenzione sulla assoluta necessità di una corretta interpretazione del ruolo della forza e delle sue componenti, proponendo l'analisi delle espressioni di forza nel modello prestativo del triathlon olimpico. L'argomento è trattato riproponendo anche elementi di base che dovrebbero essere noti alla maggior parte dei tecnici di triathlon ma che di fatto vengono spesso disattesi o del tutto ignorati, anche a causa di una preparazione spesso troppo superficiale e non poggiata su basi teoriche solide.

Il secondo dei lavori proposti riguarda ancora la valutazione delle competenze motorie dei triathleti attraverso lo squat. In particolare verranno esaminate le valutazioni pratiche delle componenti coordinative, di mobilità e di allungamento muscolare nel triathlon. Mentre nel numero precedente erano state sollevate le problematiche da un tecnico di triathlon che opera attivamente nell'allenamento giovanile, in questo numero verranno affrontate e proposte le possibili soluzioni in modo approfondito e con competenze specifiche. Nell'articolo si trattano i test per la valutazione funzionale dell'atleta, nella sua componente coordinativa di mobilità articolare e allungamento muscolare, come lo squat test, la squadra Mézières e un test per le spalle dedicato per il nuoto e derivato dai test ortopedici. I test sono stati eseguiti su diverse decine di giovani atleti di triathlon. L'obiettivo non era solo quello di evidenziare precocemente eventuali carenze nelle funzionalità ma anche quello, più ambizioso, di porre le basi per la costruzione di un protocollo semplice di valutazione e quello di strutturare un mezzo pratico di lavoro ad uso dei tecnici di triathlon, in particolare quelli che operano con i giovani. L'individuazione precoce di carenze nelle funzionalità motorie è di grande rilevanza perché consente di prevenire gli infortuni dovuti a carichi non funzionali, le limitazioni delle capacità prestative, il ricorso a figure specialistiche, i lunghi percorsi riabilitativi e l'abbandono precoce dell'attività.

Al lavoro proposto, che riveste particolare importanza nell'allenamento giovanile, è stato dato ampio spazio e, volendo trattare l'argomento in modo esauriente, verrà diviso in più parti da proporre anche nei prossimi numeri.

Il terzo lavoro affronta le ben note problematiche dell'allenamento in funzione della transizione dal ciclismo alla corsa, proponendo anche alcuni aspetti applicativi. Il lavoro è quello proposto da un tecnico candidato a sostenere l'esame da coordinatore. Non è riportato quindi come lavoro di un esperto del settore ma come elaborato valutato soprattutto per il metodo seguito nella strutturazione del progetto pratico di studio, dalla valutazione del problema alla proposta della ipotesi di lavoro iniziale al metodo seguito per ottenere i risultati esposti.

Buona lettura.

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[:pdf:] [URL=data/2012/20120831_094754_1.pdf]Linee guida[/URL]

Roberto Tamburri, Direttore Sportivo Fitri
Alessandro Bottoni, Centro Studi e Ricerche Fitri