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Alto Livello: il bilancio della stagione di Joel Filliol pensando all'anno olimpico

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Alto Livello

Con gli allenamenti della stagione olimpica ormai iniziati e il primo raduno in pieno svolgimento, Joel Filliol, Olympic Performance Director della Fitri, traccia un bilancio dell'annata appena conclusa proiettandosi direttamente verso Tokyo 2020.

 

Quali sono stati i migliori risultati della stagione 2019?
Parlando di risultati non possiamo che iniziare dal Test Event di Tokyo. La gara preolimpica era il principale obiettivo per molti dei nostri atleti ed è proprio in questa gara che abbiamo ottenuto i migliori risultati stagionali con il 2° posto di Alice Betto ed il 4° posto nella Mixed Relay. Nel caso di Alice Betto è vero che la squalifica delle due atlete inglesi ha migliorato il suo piazzamento finale, ma a parte questo la sua performance rimane di altissimo livello tecnico, segno dell’ottimo lavoro svolto al Centro Tecnico Federale con il coach Alessandro Bottoni e tutto lo staff. Anche Anna Maria Mazzetti ha ottenuto una solida prestazione a Tokyo e ovviamente siamo molto soddisfatti anche di lei. Alessandro Fabian, Davide Uccellari e Verena Steinhauser si sono dimostrati forti nel Test Event, anche se sappiamo che avrebbero potuto fare meglio: avevano dei grandi obiettivi e sono andati vicini al riuscire a raggiungerli, tuttavia è importante restare focalizzati sul processo di miglioramento e continuare a lavorare step by step”.

A Tokyo abbiamo espresso una grande prestazione con la Mixed Relay.
“Come detto, nel Test Event abbiamo anche ottenuto il miglior risultato in staffetta con un eccezionale 4° posto. Questo risultato è arrivato dopo gli ottimi piazzamenti nelle gare di World Series di Abu Dhabi, Nottingham e Edmonton. Abbiamo ottenuto buone performance con formazioni differenti e tutti gli atleti della Squadra Nazionale hanno dato il loro contributo alla staffetta: questo è un ottimo segnale di generale solidità della nostra squadra in WTS”.

Il 2019 è stata una stagione lunga, ma chiusa in bellezza alla Grand Final di Losanna.
“Dopo il Test Event, ci siamo proiettati verso la Grand Final di Losanna: 3 donne, Mazzetti, Betto e Steinhauser, nelle prime 11 è probabilmente un risultato storico per la nostra Federazione e l’ennesimo segnale di solidità delle nostre atlete ai massimi livelli internazionali. Oltre a Test Event e Grand Final, sono tante le performance degne di nota, in particolare possiamo ricordare: le buone prestazioni di Alessandro Fabian e Davide Uccellari nella World Triathlon Series di Edmonton, la storica vittoria di Angelica Olmo nella World Cup di New Plymouth, subito dopo il podio nella Coppa del Mondo di Mooloolaba e la buona prestazione femminile nella WTS di Montreal con 3 atlete, Betto, Mazzetti e Steinhauser, nelle prime 11. Inoltre, non fanno parte del programma élite, ma è doveroso ricordare lo storico 1° e 2° posto di Beatrice Mallozzi e Costanza Arpinelli nel mondiale Junior, altro segnale dell’ottimo lavoro svolto al CTF di Roma con Mauro Tomasselli, Alessandro Bottoni, Massimiliano Biribò e tutto lo staff. In generale sono molto contento del programma giovanile svolto per tutto l’anno e dei risultati ottenuti da questo programma. Non dimentichiamoci neanche dell’ottima performance di Alessio Crociani nel mondiale Junior di Losanna”.

Oltre ai risultati di spicco elencati, quali sono stati i principali obiettivi raggiunti nel 2019?
“Dal punto di vista dei risultati, di cui abbiamo appena parlato, il 2019 è stato un anno positivo e molto proficuo per la qualifica olimpica, al momento infatti avremmo 3 posti per le donne, 2 per gli uomini e anche la qualifica della staffetta. Al momento questo ci permetterebbe di andare oltre l’obiettivo di 2 donne e 2 uomini che ci eravamo prefissati ad inizio quadriennio. Dal punto di vista della crescita e del miglioramento del nostro ambiente, nel 2019 abbiamo assistito al consolidamento di importanti cambiamenti nel triathlon italiano, che si sono manifestati con un deciso innalzamento dell’asticella relativa agli standard di performance e alle aspettative di atleti e staff. Questo è stato possibile attraverso un processo costante di presa di coscienza delle proprie responsabilità da parte di atleti e coach, che ha portato ad un miglioramento degli standard di allenamento quotidiano e ad un conseguente miglioramento della performance. Non dobbiamo accontentarci di questo, ma dobbiamo insistere in questa direzione, in modo che questo effetto si trasmetta dall’alto livello a tutti gli ambienti di allenamento dell’intero movimento italiano. Ovviamente tale processo non è immediato, richiede molto tempo e costanza, ma è l’unico modo per raggiungere un miglioramento reale”.

Sono previsti aggiustamenti per la stagione 2020?
“Guardando al 2020, cercheremo di lavorare con le stesse modalità adottate finora. Ovviamente avremo come obiettivo principale la gara Olimpica e ci focalizzeremo sul creare le migliori condizioni di allenamento per ciascun atleta. Cercheremo, inoltre, di creare per ciascun atleta e coach un ambiente di lavoro positivo, capace di valorizzare ciò che nel 2019 è andato bene e, cosa più importante, capace di mantenere la mentalità e l’attitudine per continuare a migliorarsi. In particolare per le donne punteremo ad un consolidamento delle prestazioni, mentre per gli uomini lavoreremo per continuare a migliorare in modo da raggiungere un ulteriore step di performance”.

Quali saranno le novità più significative per il prossimo anno?
“Un’importante novità per il 2020 è dedicata al Progetto di Sviluppo degli atleti Under 23. Poiché il 2019 non è stato un anno positivo per gli Under 23, ho riflettuto ed ideato una differente strategia di intervento espressa in questo progetto che è stato avviato per mio volere con il training camp di dicembre a Fuerteventura. Questo progetto prevede una progressiva integrazione di atleti U23 e dei loro coach con le attività della Squadra Nazionale Elite. L’obiettivo è quello di esporre atleti e coach ad un ambiente ben strutturato e fortemente focalizzato su allenamento e performance, in modo da trasmettere la mentalità e il metodo di lavoro dell’alto livello e fare in modo che i meccanismi utili al miglioramento vengano messi in atto anche nell’ambiente U23. Ovviamente, per evitare la partecipazione sporadica a singole attività, sarà richiesto ad atleti e tecnici coinvolti, di accettare e prendere parte all’intero programma di sviluppo”.

Come sarà organizzata la stagione 2020 e come saranno definiti gli obiettivi futuri?
“Seguiremo lo stesso tipo di percorso adottato per la stagione 2019 dunque inizieremo con i training camp invernali nelle isole Canarie. Inizialmente manterremo il focus sull’ultima parte del periodo di qualificazione olimpica, che si concluderà il 10 maggio con la World Cup di Chengdu. Gli atleti con i migliori piazzamenti nel ranking di qualificazione olimpica gareggeranno nelle World Triathlon Series di Abu Dhabi, Bermuda e Yokohama, mentre gli altri atleti inseriranno alcune World Cup. Per quanto riguarda i nostri criteri interni di selezione olimpica, la World Triathlon Series di Yokohama sarà l’ultima gara presa in considerazione. La selezione sarà effettuata considerando le migliori prestazioni individuali in relazione allo standard della top-8, e la formazione con il più alto potenziale per la staffetta. Ovviamente dopo la selezione si lavorerà unicamente per la gara Olimpica e, poiché il Test Event di quest’anno ha dato buoni risultati, manterremo una strategia di preparazione molto simile. Dunque il nostro approccio sarà semplice e basato sulla nostra precedente esperienza”.

Pensando invece ad un futuro più lontano?
“Guardando al futuro, credo che il nostro approccio dell’ultimo anno, basato sul far bene le cose semplici, sulla mentalità propositiva e fortemente focalizzata sul miglioramento, possa supportare al meglio anche il cammino verso Parigi 2024. A volte si pensa che il ciclo olimpico possa essere la fine e l’inizio di qualcosa, in realtà il processo è una progressione continua. Questo è un importante principio da ricordare: per migliorare abbiamo bisogno di continuità, dobbiamo evitare di perdere tempo, di perdere i miglioramenti raggiunti e dobbiamo farlo soprattutto nei momenti difficili. Nei momenti difficili dobbiamo credere nel processo e lavorare con coraggio per evitare di tornare indietro nella comfort zone. Questo e ciò in cui credo, ciò che ho insegnato al mio team e ciò su cui dobbiamo puntare per il 2020, ma anche per il futuro”.

 

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