Inizia con questo numero la proposta di articoli e lavori per il 2012,
anno caratterizzato dall'evento olimpico. Dopo la corposa proposta di
articoli dall'alto valore scientifico e teorico, derivati principalmente
dalla conferenza mondiale sul triathlon del 2011, si è voluto dare spazio
in questo numero ad interventi dalla forte connotazione pratica e
applicativa, a sottolineare la natura del quaderno, rivolto principalmente
ai tecnici di triathlon.
Il primo dei lavori proposti riguarda la valutazione delle competenze
motorie dei giovani triathleti attraverso lo squat. Questo tema ha una
elevata importanza pratica per chi opera nell'allenamento giovanile.
Troppo spesso si vogliono proporre carichi di lavoro nei giovani che non
hanno i presupposti di mobilità, di preparazione fisica e di competenze
motorie adeguatamente sviluppati, esponendo l'atleta a rischi di
infortunio, stasi dei progressi e abbandono precoce. La disponibilità di
metodi di valutazione pratici e utilizzabili da ogni tecnico è di estrema
importanza e aspetto da non sottovalutare. Il lavoro propone appunto una
esperienza pratica di un tecnico che opera nel settore giovanile. Nel
prossimo numero verrà invece affrontato il problema e le possibili
soluzioni in modo più approfondito e con competenze specifiche.
Il secondo lavoro riguarda l'utilizzo di strumentazioni per il controllo
dell'allenamento nel ciclismo. In un contesto in cui è molto ampia la
disponibilità di strumenti, anche molto costosi, è molto utile il parere
di persone esperte che operano tutti i giorni con atleti anche di elevata
qualificazione e che propongono quella che, a loro parere, è "la giusta
via di mezzo", che permette di estrarre dalla notevole disponibilità di
strumenti e dati quelli effettivamente utili nella pratica
dell'allenamento.
Il terzo lavoro tratta l'allenamento delle gambe per la prestazione nella
prima parte della frazione di nuoto e propone lo studio proposto da un
tecnico candidato a sostenere l'esame da allenatore. Non è riportato
quindi come lavoro di un esperto del settore ma come elaborato, valutato
soprattutto per il metodo seguito nella strutturazione del progetto
pratico di studio, dalla valutazione del problema, alla proposta della
ipotesi di lavoro iniziale, al metodo seguito per ottenere i risultati
esposti.
Infine in questo numero è stato accolto, in una particolare rubrica, anche
un commento ad un articolo sugli aspetti nutrizionali e di integrazione
del triatleta, proposto nel numero di luglio-agosto del 2010 e la relativa
risposta degli autori di quell'articolo. Ricevere, come in questo caso,
delle osservazioni su un articolo proposto induce a pensare che il
quaderno stia andando nella giusta direzione, cioè quella di informare e
soprattutto favorire il confronto sui temi di interesse. per i tecnici di
triathlon. E' sempre opportuno allo scopo ricordare che il quaderno è
aperto a tutti i contributi e in particolare a quelli provenienti proprio
dai tecnici di triathlon che operano sul campo, in modo da diffondere
nella comunità le conoscenze, le esperienze e le competenze acquisite e
derivate dalla attività pratica. Sono utili allo scopo sia le esperienze
positive, che hanno condotto a risultati e ai riscontri tecnici aspettati,
sia quelle negative che stimolano il confronto e propongono problematiche
da affrontare, purché contenenti le ipotesi di lavoro, le conoscenze
disponibili, i metodi seguiti e i risultati ottenuti. I contributi saranno
selezionati da una commissione che proporrà agli autori eventuali
modifiche e aggiustamenti allo scopo di favorire la comprensione dei temi
trattati e riportare i contenuti dei lavori nella giusta forma espositiva.