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Triathlon fermo fino a fine giugno. Il presidente Bianchi analizza la situazione attuale

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Intervista al Presidente

Con l'emergenza legata alla diffusione del Coronavirus che sta imperversando la livello italiano e internazionale che ha indotto la Federazione Italiana Triathlon e l'Unione Internazionale ad estendere il periodo di stop delle attività agonistiche fino a fine giugno, il presidente della FITRI Luigi Bianchi traccia il punto della situazione attuale.

La proroga della sospensione dell'attività è stata un decisione sofferta, ma doverosa. Sappiamo che in questo momento una delle cose che manca di più a tutti sono la vita normale, gli svaghi e il poter gareggiare, ma la situazione non lo consente. Ogni giorno siamo di fronte a dei dati epocali che non ci permettono di pensare di far ripartire a breve manifestazioni come le nostre”.

Per questo si è arrivati a prorogare il periodo di sospensione dell'attività fino al 28 giugno?
Nel provvedimento precedente, avevamo interrotto l'attività fino al 3 maggio e nei giorni scorsi abbiamo scelto di estendere fino al 28 giugno lo stop: è inutile tenere in sospeso delle gare avendo coscienza di non poterle svolgere. Poco dopo la decisione della FITRI, anche la ITU ha deciso di fermare tutto fino al 30 giugno”.

La seconda parte della stagione sarà decisamente compressa: come si organizzerà l'attività?
In attesa che la situazione si evolva in positivo e ci siano spiragli per la riapertura dell'attività sportiva, siamo pronti a organizzare il compresso calendario dando priorità alla ricollocazione dei Campionati Italiani. Inoltre, abbiamo previsto un Circuito in cinque tappe che coinvolga diverse discipline per offrire comunque stimoli alle Società e agli Age Group”.

Come si è arrivati a prendere queste decisioni?
Se da una parte la razionalità mi fa pensare che non sia facile uscire da questa situazione, dall'altra non voglio perdere la speranza: bisogna avere comunque obiettivi e programmi. In questi anni, il triathlon italiano è cresciuto tanto a livello qualitativo e quantitativo ed è palese che vedere tutto fermo porti ad un grande dispiacere, ma stiamo affrontando una situazione più grande di noi. La speranza di ripartire è sempre viva e mi auguro di assistere ad un ricco finale si stagione con i ragazzi e gli Age Group sui campi gara italiani”.

Come è stato accolto l'annuncio del rinvio dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Tokyo 2020?
Non si aspettava altro, è stata una decisione sacrosanta, saggia, pur comprendendo le difficoltà economiche, logistiche e organizzative che questo rinvio comporterà. Sarebbe stato impossibile garantire un regolare avvicinamento ai Giochi, non ci sarebbe stata parità di condizioni per tutti e sicuramente non avremmo avuto la giusta serenità per affrontare un'Olimpiade. Sarebbe stato davvero folle pensare che il mondo sportivo potesse spostarsi in Giappone tra tre mesi”.

Ci sono aggiornamenti in relazione all'attività internazionale?
È chiaro che sia necessaria una riprogrammazione in tempi stretti, ma non è facile prendere determinate decisioni. Il Board della ITU non ha ha ancora tracciato la linea, ma so che in questi giorni è previsto un incontro con gli allenatori di riferimento del panorama internazionale, i rappresentanti degli atleti e i Segretari Generali delle maggiori federazioni nazionali tra cui l'Italia”.

Come sta affrontando questa situazione di emergenza?
Ovviamente siamo in contatto con tutto il mondo del triathlon tramite i rappresentanti sul territorio, su tutti i Comitati Regionali: c'è consapevolezza della situazione e volontà di affrontarla al meglio. Lo sport di base è portato avanti dalle Società Sportive per gran parte formate da volontari: ecco perché questa situazione è un danno davvero ingente per lo sport italiano. Spero che l'emergenza offra un prezioso insegnamento per chi gestirà nel futuro in nostro sport: il Coni fa già tantissimo, ma serve una presenza più consistente dello Stato. Come Federazione, inoltre, abbiamo già presentato al Coni una relazione sull'impatto di questa situazione sul nostro sport e ora attendiamo un riscontro dagli enti preposti. Chi ci amministra deve capire che dovranno essere compiuti interventi speciali e mirati alla salvaguardia del patrimonio sportivo italiano: non mi riferisco solo ai campioni, ma a tutto lo sport di base”.

Vuole fare un augurio alla comunità del triathlon?
Continuiamo a lottare e non aspettiamo che gli eventi ci sommergano. Una programmazione a lungo termine è difficile, in questa fase siamo costretti a navigare a vista, aspettando notizie migliori che ci possano incoraggiare”.

 

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(foto: FITRI/Ballabio)