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Varano Lake Triathlon anno secondo

Sansone e Niederfinger vincono al Varano Lake Triathlon
Giunge alla seconda edizione il triathlon medio di Varano, e si conferma quale appuntamento clou del triathlon centro meridionale, capace comunque di attrarre un numero sempre crescente di atleti provenienti da tutta Italia.

Dalla Sicilia al Piemonte, passando per l'Emilia e la Campania, quasi 350 atleti si sono ritrovati a Foce Varano, lì dove il lago di Varano comunica mediante un canale con il mare aperto.

Il lago di Varano, il più grande lago del Sud Italia, ancora troppo, poco conosciuto, posto ai piedi della montagna, e separato da una sottile lingua di terra dal mare aperto.
Un mare azzurro, così come azzurro è il cielo che sovrasta il nostro Gargano, una regione dai colori intensi, dove la natura si rivela ancora intatta.

Fuori dai grossi flussi turistici che interessano i centri più famosi come Vieste e Peschici, i piccoli comuni di Ischitella, Carpino e Cagnano Varano hanno ospitato lungo le loro strade, i nostri atleti.

Una tre giorni di sport iniziata con il Varano Lake extreme del venerdi, con l'impresa solitaria di Andrea Di Giorgio, che ha attraversato il lago a nuoto per 12 km, poi pedalato per 200 km attraversando il promontorio, e corso a piedi per 50 km lungo il perimetro del lago stesso, per terminare il sabato mattina dopo oltre 20 ore, ed è proseguita il sabato pomeriggio con la gara di triathlon supersprint ed una corsa per i ragazzini, concludendosi con il triathlon medio della domenica.

Bravo Fabirizio Cutela, che con il suo staff, ha creduto nel progetto, ed ha lavorato per tanti mesi per far si che tutto andasse per il meglio.

Rinnovata la zona cambio, arricchiti i ristori, garantita la sicurezza degli atleti in tutte le fasi dell'evento, con un notevole dispiegamento di mezzi e di uomini.

Tutta la macchina organizzativa ha saputo lavorare senza sbavature ed incertezze.

Fondamentale si è rivelato il coordinamento ed il sostegno degli enti locali, e delle forze dell'ordine.

L'Ente Parco ha creduto nell'evento, anche e soprattutto alla luce dello spirito ecologista che lo anima.

E quale sport più ecologico del triathlon. Nuotare, pedalare e correre, immersi nella luce e nel vento della nostra Puglia, lasciandosi alle spalle le onde dell'adriatico, per salire lungo i pendii della nostra montagna, con gli ulivi secolari che costeggiano le strade, i muretti a secco, ed un asfalto talvolta impervio, che ci ricorda del tempo passato, quanto sobbalzi e scossoni erano una costante del viaggiare.

Allora all'atleta rimane la sfida con gli altri, ma soprattutto con se stesso. Immerso nel vento, accompagnato solamente dal fruscio delle ruote, concentrato sulle proprie sensazioni e tensioni muscolari, avrà forse trovato un momento per rilassarsi e godere della natura che lo circonda.

Queste sono le lunghe distanze, offrono poco allo spettatore ma molto all'atleta, e probabilmente questo è il vero successo di questa disciplina.

Si lascia la bici e si corre, i muscoli un po duri, spesso dolenti, ma si spinge, e si continua, pian piano il traguardo si avvicina. All'arrivo poi, è un ritrovarsi fra compagni ed avversari di gara. Pochi sono gli sport dove il sentimento di fratellanza accomuna gli atleti come il triathlon. E per me che racconto le gare questa rimane ancora la sensazione più bella.

Ma veniamo all'evento agonistico.

Partenza con qualche minuto di ritardo rispetto all'orario previsto, ma ampiamente giustificato dal cambiamento del percorso natatorio. Dal mare aperto, si è ritenuto opportuno far nuotare gli atleti nel canale suddividendoli in cinque batterie. Una scelta sicuramente più spettacolare, anche se il mare mantiene il suo fascino. Le onde montavano e sia pur non essendo proibitivo il mare nei minuti precedenti la partenza, il rischio che il moto ondoso salisse durante la gara ha spinto l'organizzazione alla modifica. Sarà per il prossimo anno.

Quindi un giro e mezzo del canale, per poi imboccare l'uscita del canale e puntare verso la riva. Qualche problema per la risacca, ma poi via di corsa sulla spiaggia verso la zona cambio.

Primo in zona cambio entra Andrea Morelli fra gli uomini, Michela Menegon prima fra le donne con il secondo posto assoluto. Molto buona la frazione di Michele Insalata, settima posizione, il che lasciava presagire la possibilità di una posizione da podio.

Ma come quasi sempre accade in questo tipo di gare, è la frazione ciclistica che rimescola il tutto. Morelli scivola progressivamente indietro, mentre risalgono posizioni i veri aspiranti alla vittoria finale, quelli che per intenderci in bici vanno forte, che nel nostro caso si chiamano Massimiliano Sansone e Maurzio Carta. Quest'ultimo ex ciclista professionista, ora in forze alla TD Rimini, con 2h 19' segna il miglior tempo assoluto ed entra primo in zc, inseguito dal compagno di squadra Sansone distaccato di quasi tre minuti, mentre in terza posizione segue Gazzari dello stesso team. Insalata segna il decimo tempo di frazione, guadagna una posizione, ma è ormai fuori dai giochi.

Fra le donne la veterana e favorita d'obbligo Edith Niederfinger non ha problemi ed esce in T2 con quasi nove minuti di vantaggio sulla Menegon.

E' la frazione podistica a rivelarsi la decisiva come spesso accade. Il triathlon non è la somma di tre discipline ma una disciplina in se, e quello che conta è il risultato finale, e la gestione delle energie. Sansone ne aveva evidentemente di più. Recupera i quasi tre minuti di distacco da Carta e glie ne infligge altri tre, tagliando il traguardo in 4h 6'12", secondo appunto Carta, pur sempre autore della seconda migliore frazione podistica, segno del tentativo di resistere alla rimonta dell'avversario/compagno di squadra Sansone, terzo Simone Mantolini della FIT Program, quarto l'inossidabile Torsani, che giunto alla soglia dei 50 anni, ne ha appena 49, da filo da torcere a tutti.

Precipita alla tredicesima posizione Michele Insalata, assolutamente al di sotto dei suoi standard la corsa a piedi. Michele è arrivato stanco a questo appuntamento. Sono distanze che non perdonano, e che lasciano il segno.

Edith Niederfriniger SCM Meran vince la prova femminile con 04:36:38. Seconda posizione per Michela Menegon (04:48:07) della FirenzeTriathlon e terza per la giovanissima Teodolinda Camera (05:00:06) della Virtus Acqui.

Prima delle pugliesi Cinzia Tarantini, poliedrica atleta del CUS Bari, che spazia dai misti in piscina ai 70.3



Bilancio quindi nettamente positivo per questa manifestazione. Valevole quale terza prova del circuito no draft, ha tutti i numeri per aspirare ad un titolo nazionale.

Quale presidente del comitato regionale regionale voglio ringraziare Fabrizio Cutela, per l'impegno profuso in questo anno e mezzo, insieme a tutti i ragazzi del suo team, primo fra tutti Michele Falco.

Un graziie anche al dott.Piero Colecchia nella doppia veste di Sindaco di Ischitella e di medico della manifestazione.

Per tutti l'appuntamento è al prossimo anno, forse in un altro momento della stagione estiva, sperando di incrementare i numeri e di far conoscere la nostra bella Puglia a tanti nuovi triathleti.

classifiche gara
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