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Quella gran bella gara di Pezze di Greco

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Ho atteso tre giorni prima di scrivere questo articolo per poter metabolizzare completamente le sensazioni lasciatemi dalla gara di Pezze di Greco, che rientra tra le mie gare preferite non solo per la tipologia ma, essenzialmente per l’atmosfera in cui si è svolta.


E’ stata una di quelle gare che amo definire “vintage”.


Sono consapevole che molti sorrideranno maliziosamente nel leggere questo aggettivo, altri saranno sorpresi di leggerlo, ma io lo utilizzo nella sua accezione migliore, genuina e positiva.


Per gara “vintage” intendo una gara in cui si prova gioia nel ritrovare amici e conoscenti con cui si condivide la passione per lo sport, non avvelenata da un agonismo esasperato, una gara che quando è finita ti lascia un sottile dispiacere e che ti fa dire: “l’anno prossimo ci ritorno!”.


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Non parlerò quindi degli aspetti tecnici delle varie gare (KIDS e Supersprint) lasciando ad altri più qualificati di me il compito di farlo, ma vi parlerò di come gli organizzatori (coadiuvati da Claudio Meliota in fase di preparazione e da Mimmo Ruggieri in fase di svolgimento gare) a fronte di una tassa gara bassissima rispetto agli standard a cui purtroppo ci stiamo abituando, abbiano saputo organizzare un evento completo, nella massima sicurezza degli atleti e curato in ogni suo aspetto (compreso rinfresco finale, servizio fotografico gratuito e premiazioni in abbondanza e maggiorate rispetto a quanto descritto nel dispositivo gara).


La location della manifestazione si è rivelata fin troppo “abbondante” per l’esiguo numero di iscritti. Un intero stadio dalle cui tribune ammirare le gare kids e le fasi iniziali e finali della gara supersprint. Anche la zona cambio era extra large, posta com’era su un prato ampio e lussureggiante.



Una menzione particolare la merita LUI… il tracciato BIKE. Solo un aggettivo può descriverlo: spettacclare! Il percorso su cui pochi anni fa si è disputato il campionato italiano di ciclocross si è rivelato tecnico, mai banale pur avendo un altimetria praticamente piatta, diventato ancora più interessante dopo la pioggia che copiosa è caduta prima della gara. Cunette, dossi, pietre, salti, discese, strappi, curve in contropendenza, radici, terreno, fango, pietre, erba. Spettacolare anche per gli spettatori che, affacciati sul bordo del catino su cui si sviluppa il tracciato, hanno potuto osservare gli atleti in gran parte del giro.


Insomma, un bel plauso e una grande grazie agli organizzatori per questa bellissima esperienza che hanno regalato ai presenti nella speranza che ripropongano anche l’anno prossimo questa manifestazione, magari pianificando meglio la data per permettere a molti più atleti di godere dei loro sforzi.


 


Valentino Muschitiello