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Europei Youth a Tiszaujvaros, l'approfondimento tecnico del DTGiovani Bottoni

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staffetta tizi 2

 

"Si è concluso il campionato europeo youth, disputato per la prima volta anche su prove individuali, che mostra segnali positivi, anche a livello agonistico internazionale, di un movimento giovanile in crescita. Finora l’evoluzione dell’attività giovanile aveva trovato riscontro nell’aumento dei numeri e della qualificazione tecnica in campo nazionale ma ancora non poteva dare riscontri in campo internazionale, in un contesto in cui, rispetto ai precedenti anni, molti paesi europei si erano sviluppati e organizzati proprio nella attività giovanile. Ne è la dimostrazione proprio questa rassegna, che solo pochi anni fa vedeva la partecipazione di poche rappresentative. Nella prova individuale si sono dovute disputare ben tre semifinali maschili e tre femminili e la prova a squadre a segnato il record di partecipazione mai visto nel triathlon, 24 paesi presenti e 28 squadre partenti con ben 112 atleti. In questo contesto il nostro movimento ha ben figurato. Non solo per l’argento individuale e il bronzo a squadre, qualificando 5 donne e 4 uomini siamo stati insieme ai padroni di casa il paese più rappresentato nella finale e nelle donne avremmo vinto la vecchia classifica femminile a squadre.

I primi segni di cambiamento sono arrivati già dalle ETU Cup di quest’anno che ci hanno permesso finora di risalire fino al quinto posto a squadre in Europa e ottenere diversi piazzamenti nei primi posti, appunto anche grazie ad atleti ancora nella categoria Youth.

C’è ancora molto da lavorare su diversi fronti come nel ciclismo. In questo ambito si è appena iniziato ed è stato segnato in passato dalle difficoltà delle Società nel proporre un’attività di allenamento adeguata, soprattutto per problematiche organizzative e di sicurezza e da una bassa valenza e difficoltà tecnica che è possibile proporre nelle gare nazionali, per la difficoltà organizzativa delle gare giovanili e quindi le poche richieste, che ha favorito negli anni un approccio inadeguato di Società e tecnici e che si manifesta in quello degli atleti, che in gara esprimono frazioni ciclistiche di bassa qualità. Stanno però iniziando le prime collaborazioni con le Società di ciclismo e sono più frequenti le sessioni di lavoro organizzate, su percorsi chiusi al traffico e con maggiore valenza tecnica. Nei raduni fatti insistiamo su questi aspetti, sulla consapevolezza e sull’approccio vincente, usando anche la collaborazione con la Gran Bretagna. I risultati iniziano a vedersi in gara quando la squadra dei nostri giovani conduce con coraggio più di tre quarti di gara da sola all’attacco, con vantaggi di 15”-20” sul gruppetto inseguitore, con i nostri sempre in fuga solitaria nel ciclismo nel tentativo di conquistare l’oro.

Nel futuro la collaborazione con la Gran Bretagna dovrà essere rinnovata perché ha aiutato molto i nostri giovani nel crescere ed acquisire consapevolezza, mentre nell’attività giovanile dovrà continuare il programma di qualificazione dell’attività. Questa dovrà necessariamente prevedere degli sviluppi nel supporto mirato alle Società giovanili che offrono attività di qualità, nella formazione dei tecnici, nel potenziamento dei poli di riferimento, nella collaborazione con il Ciclismo e nell’inserimento di nuovi format di gara.".

(DTGiovani Alessandro Bottoni)